Universo Salute su sentenza giudice del lavoro Foggia: questione ancora sub iudice. Proposizione appello immediato

Il Presidente del CdA di Universo Salute, dott. Giancarlo Pecoriello (foto: AreaComUS).

BISCEGLIE, 13 maggio 2021 – In merito alla sentenza del Tribunale di Foggia che ha dato ragione a una dipendente licenziata dalla Casa Divina Provvidenza (così denominata all’epoca) nel 2006, che aveva chiesto 14 anni di stipendi arretrati, è giunta, immediata, la replica di Universo Salute. “Appreso il comunicato stampa dello studio degli avv.ti Gabriella Guida e Vincenzo De Michele, – si legge in una nota – Universo Salute s.r.l., rappresentata dal Presidente del CdA, dott. Giancarlo Pecoriello, con riferimento alla sentenza del Tribunale di Foggia dagli stessi richiamata, ritiene tale sentenza errata e lesiva dei propri diritti e, dunque, ha già conferito mandato ai propri legali per proporre appello, avvalendosi esclusivamente dei rimedi tipici previsti dal nostro ordinamento giuridico. La questione, dunque, lungi dall’essere stata definitivamente risolta, risulta ancora pienamente sub iudice e la società confida per un pieno accoglimento dell’impugnazione.

Ciò chiarito, – prosegue il comunicato – la società si vede costretta a stigmatizzare l’uso distorto degli strumenti di comunicazione finalizzato a rendere mediatico un processo che non ha alcun interesse pubblico ed in cui la società è stata chiamata a rispondere per fatti di terzi, rispetto ai quali risulta essere del tutto estranea. Verosimilmente, come si desume anche dalle espressioni contenute nel comunicato, lo scopo della diffusione mediatica della vicenda sembrerebbe essere quello di rivolgere un invito implicito agli ex dipendenti della CDP, espressamente evocati, ad intraprendere azioni nei confronti di Universo Salute, che, peraltro, si rivelerebbero manifestamente infondate.

I due legali – si legge ancora nel comunicato di Universo Salute – hanno anche falsamente insinuato la illegittimità del trasferimento dei complessi aziendali per iniquità del corrispettivo pagato, affermazione che hanno già avanzato in altri giudizi e che risulta essere assolutamente infondata e diffamatoria, in quanto la procedura di acquisto è avvenuta tramite evidenza pubblica ed è stata sottoposta alla sorveglianza del Ministero dello Sviluppo Economico e del Tribunale di Trani; il corrispettivo pagato da Universo Salute per l’acquisto dei complessi aziendali, peraltro, è stato già ritenuto, in sede giudiziaria ed in via definitiva, congruo e rispettoso del procedimento, anche alla luce dei maggiori oneri derivanti dal costo del lavoro in esubero, di cui la società si è caricata, quale elemento migliorativo rispetto alle offerte degli altri concorrenti.

Per tali condotte e per tali affermazioni, Universo Salute – conclude la nota – si riserva di proporre sia in sede disciplinare che in sede penale le opportune azioni”.

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