Film, contributi pubblici e cineturismo in Puglia

Film, contributi pubblici e cineturismo in Puglia
Florinda Bolkan protagonista di "Flavia la monaca mulsulmana - 1974.
Florinda Bolkan protagonista di “Flavia la monaca musulmana – 1974.

Riceviamo e, di seguito, riportiamo un intervento di Franco Caffarella, giornalista, esperto  in Comunicazione Pubblica, sul tema di contributi pubblici e cineturismo nella nostra regione.

Si è molto discusso, in questi ultimi giorni, sulla ricaduta positiva degli investimenti fatti dalle Amministrazioni Comunali nel settore della promozione del territorio, destinando cospicue risorse, dai già aridi bilanci, per patrocinare e sostenere con contributi, la ripresa cinematografica di film o fiction televisive. Una Amministrazione Comunale, per il sol fatto di ospitare gli “esterni” di un film in esclusiva nella propria città, può fare una simile scelta, confidando in un grande ritorno promozionale? Lasciando ai critici cinematografici di “vera” professione la discussione sul valore delle pellicole che si stanno girando in questi giorni in Puglia, traendo spunto da un lavoro di ricerca compiuto per il Master in Comunicazione Pubblica dell’Università di Pisa, cerco di portare una personale riflessione sull’argomento. Un film, fosse anche un capolavoro, per raggiungere gli obiettivi largamente annunciati di promozione e marketing del territorio, (ma qui si discute, peraltro di una scelta manifesta di campanile,  sulla promozione di una singola Città), deve far centro sul pubblico, sui botteghini. Nel recente passato, proprio in zona, sono stati girati film, baldanzosamente annunciati come dei kolossal, anche per presenza di attori di un certo spessore, che sono usciti dai circuiti cinematografici dopo 3 giorni di programmazione, rivelandosi autentici flop (il riferimento è al film “Bastardi” girato interamente tra Trani e Corato, con la presenza di Giancarlo Giannini, Enrico Montesano, Barbara Bouchet e Franco Nero).   

A parte un modesto contributo del Comune di Corato ed un patrocinio con un ricevimento alla “Lampara”, a cui non seguì null’altro, del Comune di Trani, in questa circostanza non si andò oltre. Insomma, il flop non incise più di tanto sui bilanci comunali. Ma almeno a Trani, per una quarantennale ed abituale presenza di troupe cinematografiche che a partire da “Flavia la monaca musulmana” del 1974, passando per tutta la serie della commedia brillante all’italiana (con una particolare predilezione per il settore “scolastico” con le varie compagne di banco e liceali immortalate da Mariano Laurenti) al genere poliziesco (dalla Legge violenta della squadra anticrimine alle fiction “L’Ispettore” e “Scomparsi”) sino a giungere a pellicole di qualità con la Comencini, Salvatores, la Wertmuller e più di recente Veronesi che hanno animato le location cittadine, il legame è stato svolto all’insegna di una grande disponibilità ma praticamente a costo zero per le esangui casse comunali. Basti pensare che, anticipando ogni genere di film commission, negli anni in cui si giravano anche 5 film all’anno, era proprio la segreteria del Sindaco di Trani, (da Sabino Loiodice in poi, con la sindacatura di Nicola Baldassarre particolarmente attiva nel settore) ad essere ufficialmente investita del compito di collaborare con le produzioni per ricercare location, comparse e tecnici, organizzare ospitate presso i Circoli cittadini, ottenere tariffe agevolate degli alberghi e terminare con serate di promozione della pellicola girata. E per la verità, con uno spirito che abbatteva ogni campanile, in quegli anni, da Trani la troupe si spostava nel Circondario per fare delle riprese, più appropriate al copione, trovando ampia disponibilità da parte dei Sindaci delle città coinvolte. Era forse un modo artigianale di offrire il proprio patrocinio alla troupe di turno, ma estremamente efficace, anche per calmierare i costi delle produzioni romane che per spostarsi da Cinecittà in Puglia dovevano fare prima un pò di conti e vedere se il gioco valeva la candela.

Ma da alcuni anni a questa parte lo scenario è cambiato. Il pallino è passato alla Regione che, con grande intuizione, ha deciso di istituire (nel 2004) una propria Film Commission e di finanziarla attraverso i fondi dell’Unione Europea. Si potrà discutere delle scelte delle location che privilegiano Bari città e soprattutto il Salento, ma non certo sul fatto che dati alla mano, ci siano stati anche in Puglia dei ritorni in termini di presenze turistiche, direttamente o indirettamente derivate dal fatto che siano stati girati dei film. Uno studio commissionato nel 2010, stimava che per ogni euro ricevuto dalla Film Commission, sotto forma di contributo, le produzioni ne avevano spesi più di sei sul territorio. Senza toccare i numeri di visitatori del castello di Alnwich per la saga di Harry Potter o della italiana Agliè che ha ospitato le riprese di Elisa di Rivombrosa, la saga indiana di Bollywood girata sul Gargano ha avuto un grande ritorno turistico. Housefull di Sajiid Khan, girato a Vieste è risultato il secondo maggiore incasso di sempre nella storia del cinema indiano, programmato in 750 sale a cui bisogna aggiungere il mercato dei DVD. Il cineturismo, derivante dal successo della pellicola ha contribuito nel 2011 a fare di Vieste  la località pugliese in assoluto più visitata con quasi 15.000 arrivi e 35.000 presenze in più sul 2010 ( con un 15% in più sugli arrivi ed un 5% in più di presenze dei turisti indiani, rispetto all’anno precedente).

Non esiste, dunque, un metodo scientifico che assicura ad una location il successo della promozione turistica. La presenza di un territorio all’interno di opere tele-cinematografiche, rappresenta, quindi, uno strumento che può integrare la comunicazione tradizionale. Percorrere la strada della valorizzazione del territorio attraverso la produzione di film e fiction è possibile ma richiede che tutti i soggetti operanti in quel territorio facciano sistema, ottimizzando le risorse senza doppioni frutto di un provincialismo duro a morire. Si tratta non solo di attrarre le produzioni, ma anche di intervenire in tutte le fasi che scandiscono la creazione e la diffusione dell’opera artistica affinchè venga veicolato “lo spirito del luogo¨. Non solo bellezze artistiche e ambientali ma anche e soprattutto la curiosità di conoscere la cultura ed il popolo che ci vive. La politica deve, invece, intervenire con decisione nel sostenere  il lavoro di ricerca compiuto negli anni dai filmakers locali, anima dei Film Festival. Il Museo del Cinema, che dovrebbe essere inaugurato nei primi mesi del 2015 presso la Fiera del Levante, poteva essere ospitato nel nord-barese e Trani, città set, per antonomasia, sede di uno dei più longevi Film Festival di qualità, ne sarebbe dovuta essere la sede.

Franco Caffarella – Giornalista – Esperto  in Comunicazione Pubblica

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