Ambulanze in coda, Zullo: “Risultato disastroso di chi gestisce la sanità non potenziando la prevenzione”

Ignazio Zullo (FdI)

BARI, 31 marzo 2021 – “L’ultima coda di ambulanze in attesa davanti a un Pronto Soccorso è a Taranto dove il paziente ha atteso 28 ore a bordo. Ma in Puglia, praticamente, le abbiamo viste dappertutto perché quello che è mancato e manca ancora oggi è un’adeguata assistenza domiciliare, lo dimostra il continuo rinvio dei vaccini agli ultraottantenni a casa o le cure domiciliari per disabili e persone fragili, tanto da aver indotto un noto ristoratore barese a chiedere l’eutanasia”. E’ quanto scrive in una nota il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo.
“Quanti di quei pazienti che hanno atteso ore e ore nelle ambulanze – aggiunge Zullo – potevano essere visitati e curati a casa se l’assistenza territoriale fosse stata potenziata, così come noi suggerivamo in tempi non sospetti quando puntavamo il dito su una spesa ospedaliera troppo alta a svantaggio della prevenzione e della medicina territoriale? Quanto potevano essere utili i medici di famiglia se non fossero stati bistrattati e umiliati da questo Governo regionale, che invece preferisce spendere 20 milioni di euro per costruire monumenti all’improvvisazione in Fiera (peraltro anche in ambienti che non garantiscono la sicurezza dei lavoratori, come denunciano i sindacati) piuttosto che potenziare le strutture sanitarie periferiche e i medici di base, in una parola la medicina territoriale e la Prevenzione? 
Il paziente tarantino – conclude Zullo – non sarà certo l’ultimo ad attendere ore ed ore in ambulanza, ce ne dispiace tanto e non ci consola aver individuato fin dalla prima ondata qual era l’anello debole di tutta la catena della Sanità pugliese. Ci rammarica non essere stati ascoltati sia da chi gestisce la sanità pugliese, ma soprattutto dai pugliesi. La politica e il consenso deve basarsi sulla buona amministrazione e non sulla clientela, e se di buona amministrazione in Puglia non c’è traccia le conseguenze sono queste. Purtroppo!”.

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