Aldo Moro, quel 16 marzo nel ricordo di un liceale del 1978

Aldo Moro, quel 16 marzo nel ricordo di un liceale del 1978
Aldo Moro.
Aldo Moro.

di FRANCO CAFFARELLA* – Quel 16 marzo del 1978 era un giovedì. Al Liceo “Francesco De Sanctis” di Trani, noi studenti vivevamo una giornata normale. Le assemblee d’Istituto, svolte nell’Aula Magna, avevano per le matricole del Ginnasio una particolare attrazione.

Si discuteva, anche animatamente. La lotta politica traspariva dalle posizioni di giovani che poi, nella loro vita, sarebbero anche diventati Parlamentari della Repubblica, Sindaci ed Amministratori Comunali.

Il De Sanctis, in quegli anni, era notoriamente un Liceo con studenti sensibili alle posizioni della Destra, ma la Sinistra aveva uno zoccolo duro particolarmente attivo. Una minoranza nelle Assemblee d’Istituto particolarmente battagliera. Chiusa a riccio, non solo metaforicamente, in un angolo dell’Aula, a difesa del leader scolastico. Era accaduto che nell’ultima assemblea, gli studenti, a maggioranza, avevano impedito l’intervento di un esponente politico della sinistra cittadina, un professore tra l’altro a me noto per essere stato un mio docente negli anni della Scuola Media G. Bovio. Sarebbe dovuto intervenire per portare un contributo, di parte, alla discussione dell’assemblea, sulle vicende politiche del momento.

La cosa aveva provocato degli strascichi polemici tra gli studenti. Anche nella ricreazione, dove normalmente Nietzsche e Marx si davano la mano, come nella famosa canzone di Venditti, si vedevano capannelli e musi lunghi. Neanche la commedia all’Impero di Nino Taranto e Dolores Palumbo, a cui la Preside Maria Rachele Taddei Ciafardini, aveva autorizzato le classi a partecipare, aveva stemperato il clima. Quella mattina, nella IV ginnasiale sezione B, il programma prevedeva alla prima ora Religione con Don Andrea Roselli, poi 3 ore di Lettere con il prof. Leonardo Palumbo ed all’ultima Matematica con il prof. Giacinto Santorsola. Iniziammo le lezioni. Ma intorno alle 9, un insolito brusio, proveniente dai corridoi, attirò la nostra attenzione. Eravamo al secondo piano del De Sanctis, nell’aula immortalata dalle scene del film “Classe Mista” girato a Trani, due anni prima, iniziando la saga della commedia brillante made in Trani anni ’70.

Don Andrea Roselli, piuttosto infastidito, si alzò dalla Cattedra e si recò sul pianerottolo per capire cosa fosse successo. Intanto i ragazzi del Liceo, soprattutto quelli dell’ultimo anno, i leader delle posizioni studentesche, erano tutti fuori a discutere animatamente. Il docente di Religione, ci raggiunse quasi al cambio dell’ora, con il prof. Palumbo ed insieme ci comunicarono che a Roma l’on.le Aldo Moro era stato rapito dalle Brigate Rosse. Una strage che la televisione stava già mandando in onda. Uccisa tutta la scorta. Forse anche Moro era stato ferito. La Preside nella sua stanza aveva il televisore. Ci precipitammo quasi d’inerzia in quella stanza con Don Andrea Roselli. Le immagini, anche oggi a distanza di anni fanno impressione a rivederle. I corpi degli agenti ancora  a terra colpiti a morte. Quei volti noti anche a noi pugliesi. Quante volte era stato a Trani l’on.le Moro. Per impegni politici del suo partito, quella Democrazia Cristiana guidata da un moroteo doc come l’Avvocato Angelo Pastore, ma anche per motivi istituzionali e culturali. Il Maresciallo Oreste Leonardi ed il carabiniere che guidava l’auto di Moro, Giovanni Ricci erano da 20 anni un tutt’uno con Aldo Moro. Non c’era stata foto a Trani dove, dietro all’Onorevole, ed all’inseparabile prof. Dell’Andro, non ci fossero quei due uomini dell’Arma. Erano volti noti. Nella nostra classe c’era chi, avendo il papà nell’Arma a Trani, li aveva anche conosciuti personalmente. La Ciafardini, austera nel suo modo di porsi, in quella occasione ci apparì davvero colpita dagli eventi. Avremmo capito dopo, a distanza di anni, che aveva anche una figlia, Margherita, impegnata in prima persona, in Magistratura in inchieste difficili. Il Liceo si fermò. Per una volta, destra e sinistra, convennero che era accaduto qualcosa di davvero grave per la nostra Nazione. Trani doveva fare la sua parte. Anche i Sindacati fecero la loro parte. Allora riuscivano a muovere centinaia di persone. Il resto lo fece la Democrazia Cristiana e soprattutto la Chiesa locale, con Mons. Giuseppe Carata che fu tra i più solerti presuli di Puglia a seguire le vicende di quei 55 giorni che cambiarono l’Italia.

A distanza di 37 anni da quel 16 Marzo, sono tante le riflessioni personali che potrei fare su questa vicenda che a molti della mia generazione aprì, anche mentalmente, alle scelte della maturità  e dell’impegno civile e politico. Fa specie che ci siano ancora tanti segreti intorno al rapimento di Aldo Moro. I continui depistaggi. Le coperture anche internazionali sulla vicenda, in questi mesi, stanno venendo meno con la divulgazione di verbali secretati, la richiesta di deposizioni  mai concesse prima d’ora, il ritrovamento di diciassette cassette audio registrate dalle Br del covo di via Gradoli, mai ascoltate e verbalizzate. Episodi e vicende, anche apparentemente minimali che porteranno, si sper, alla prima vera operazione verità della Repubblica Italiana sul caso Moro. E molto si deve ad un deputato della nostra terra, l’on.le Gero Grassi, che ha tenacemente voluto una commissione  d’inchiesta parlamentare che sta lavorando alacremente per capire cosa veramente accadde in quei 55 giorni del sequestro. Il pensiero di Aldo Moro sulla lotta al terrorismo, sarà disponibile dal 16 marzo sul sito www.deputati.it, con la pubblicazione del discorso pronunciato qualche mese prima del sequestro al Palazzo dei Congressi di Firenze, in cui riaffermò il primato dello Stato e della Legge e difese la funzione nazionale ed il carattere popolare dei Partiti. Una lezione attualissima a distanza di tanti anni da quella mattina del 16 marzo del 1978, vissuta con palpitazione al Liceo De Sanctis.

*Giornalista – Trani

*/ endif; // end ! comments_open() ?>