E’ sempre più il Bari di Improta. Ora occorre continuità

Improta (Foto: Fc Bari).

di ALFREDO NOLASCO – Bari, 8 ottobre – Trascinato dal “solito” Improta, il Bari torna alla vittoria. Gli riesce solo al San Nicola, perché fuori casa non è cosa, almeno per ora. Ma intanto la squadra di Grosso, che pure ha palesato limiti sul piano del gioco e dell’incisività, si ritrova a ridosso delle posizioni che contano, approfittando del grande equilibrio che sta caratterizzando questo avvio di stagione, se è vero che, mentre scriviamo, la prima dista dall’ultima solo sette lunghezze.

Quella contro l’Avellino, squadra muscolare e gasata dal secondo posto, non era una gara semplice, soprattutto perché Grosso si è trovato costretto a reinventare il reparto difensivo, ridisegnando un 4-3-3 rivelatosi azzeccato e vincente, se pure con quel pizzico di fortuna a proposito del penalty concesso forse frettolosamente e trasformato da Galano. Ci può stare, perché i biancorossi erano verosimilmente in credito con la dea bendata (in sospetto offside il gol del momento vantaggio campano; precedentemente netto fallo in area di Migliorini che ha respinto con la mano un tiro-cross di Improta).

Al netto della vittoria e del rilancio delle quotazioni in graduatoria, il bicchiere potrebbe sembrare mezzo vuoto, perché il Bari è ancora alla ricerca della sua autentica identità. In realtà, se pur a tratti, la squadra di Grosso ha mostrato carattere: da incorniciare la reazione al gol irpino, l’1-2 micidiale che in pochi minuti ha piegato un avversario ostico, nel suo momento migliore, confezionando una vittoria sostanzialmente giusta, oltre che fondamentale per recuperare autostima.

E’ un Bari da rivedere, d’accordo. Ma oggi Grosso aveva più di un’attenuante. Il migliore, manco a dirlo, è stato Improta, al suo sesto gol. A livelli di sufficienza il reparto arretrato, con Cassani che questa volta se la cava con disinvoltura e mestiere, un po’ come Marrone, in graduale miglioramento. Apprezzabile l’impegno di Fiamozzi; un tantino meglio Morleo, abbastanza propositivo.
Il centrocampo “sperimentale” non ha entusiasmato, ma tanto passava oggi il convento. Busellato diligente come sempre, ma Petriccione (alla prima da titolare) e Tello non hanno certo brillato. Davanti Cissè e Galano hanno provato a fare di necessità, virtù, sbattendo spesso contro il muro biancoverde eretto da Novellino.

Contano i tre punti. Ma da questo Bari è lecito attendersi qualcosa in più, soprattutto in trasferta. Senza continuità di risultati, nessuno è autorizzato a sognare.

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