Regione Puglia, seduta di audizioni in Commissione Sanità

Pino Romano.

BARI, 30 gennaio – Seduta di audizioni, quest’oggi alla Regione Puglia, in Commissione sanità presieduta da Pino Romano.
Tra i diversi punti da trattare, iscritti all’ordine del giorno, la richiesta da parte del capogruppo di FdI Ignazio Zullo, di avere delle delucidazioni in merito alla rendicontazione delle spese e dei servizi resi con il Piano di Zona 2014/2017 dell’Ambito sociale di Grumo Appula, che raccoglie oltre Grumo (capofila) i Comuni di Toritto, Sannicandro, Binetto, Cassano Murge e Acquaviva. In particolare il capogruppo Zullo aveva già segnalato i ritardi nell’approvazione del Piano di Zona 2018 – 2020, nonostante il Piano regionale delle politiche sociali 2017/2018 impegnasse gli Ambiti ad approvare il Piano di zona per assicurare assistenza alle persone disabili.
A relazionare sull’argomento erano presenti il commissario prefettizio del comune di Grumo e la responsabile comunale del servizio ragioneria, i quali hanno detto che è stato revocato l’atto di indirizzo deliberato nell’agosto 2018 con cui i sindaci impegnavano la somma di 40 mila euro l’anno per 20 anni di fondi dei Piani di zona, per dare copertura di spesa ad un project-fincing del Comune di Grumo, ai fini della realizzazione di una piscina natatoria destinata ad offrire prestazioni per anziani non autosufficienti e disabili.
Tale delibera era stata già oggetto di contestazioni da parte di alcuni sindaci dell’Ambito, rilevando che l’impianto natatorio si sarebbe dovuto realizzare a cura di un privato del costo di 2 milioni di euro, ottenendo un finanziamento con i fondi PIA turismo di oltre 800 mila euro. A questi si sarebbero aggiunti 80 mila euro annui per vent’anni di cui 40 mila euro a carico del bilancio del Comune di Grumo e 40 mila euro a carico dei fondi dei Piani di Zona. Il commissario prefettizio ha precisato che è venuta meno la partecipazione del Piano di zona e che gli 800 mila euro promessi dalla Regione non sono mai veicolati, di conseguenza non vi è alcun atto che dia legittimità al contributo regionale.

Su richiesta del consigliere Renato Perrini (FdI), è stato ascoltato il direttore generale dell’ASL Taranto, Stefano Rossi, in merito alla situazione del personale medico e socio sanitario impiegato presso la struttura “Cittadella della Carità” di Taranto, nonché la situazione economico-finanziaria della stessa e i provvedimenti che si intendono adottare. Assenti ai lavori, pur convocati, il presidente della Regione ed assessore alla sanità Michele Emiliano e i commissari della struttura sociosanitaria in questione. Il direttore Rossi ha precisato che da parte dell’Asl i pagamenti sono in ordine e che le responsabilità delle modalità di gestione della “Cittadella” non possono ricadere sulla Asl.
Il consigliere Perrini ha evidenziato che le condizioni in cui versa la struttura sono di forte degrado e che bisognerebbe intervenire anche sulla situazione occupazionale e delle prestazioni sanitarie. Pertanto ha chiesto al dg Rossi di effettuare nei prossimi giorni, un sopralluogo alla “Cittadella della Carità”.

Le Commissioni mediche per l’accertamento dell’invalidità civile nella Asl di Taranto sono state rinnovate (anche se manca ancora l’atto formale) sulla base delle linee di indirizzo stabilite dagli uffici tecnici dell’assessorato regionale. Questo è quanto detto dal direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi, in risposta alle richieste dei consiglieri Marco Galante e Mario Conca.
Le Commissioni devono essere rinnovate per scadenza triennale e secondo gli esponenti del Movimento 5 stelle circa la definizione della graduatoria va fatta chiarezza sul perché siano stati esclusi i dipendenti che hanno effettuato la scelta dell’extramoenia, includendo, invece anche i liberi professionisti.
Nelle linee di indirizzo il dipartimento ha immaginato di fare questa scelta per incentivare e privilegiare coloro che prediligono il lavoro nella struttura della quale sono dipendenti, tenendo anche presente tutte le polemiche sorte sulla questione del lavoro extramoenia collegato alle liste di attesa.
Il faro principale, sottolineato dagli uffici è stato quello della competenza.
Peraltro una bozza delle linee guida è stata mandata a tutte le associazioni di categoria, ai portatori di interesse e anche all’Anac, che ha risposto con un plauso per il lavoro svolto.
Il direttore Rossi ha sottolineato che è stato anche preso inconsiderazione un ricambio per evitare incrostazioni, aderenze e zone grigie. “L’atto formale sarà adottato fra breve – ha concluso. Per quanto riguarda, invece, la presidenza delle 12 Commissioni, dovendo essere queste affidate ad un medico legale ed avendo raccolto la disponibilità di soli due medici interni con i requisiti richiesi, la Asl di Taranto ha pensato di applicare il principio della discrezionalità tecnica estendendo a coloro che avevano sette anni di anzianità di inquadramento, sempre fra quelli intramoenia.

La seduta della III Commissione è proseguita con le audizioni riguardanti la clinica Mater Dei di Bari e lo schema di Regolamento regionale sulla Rete assistenziale sanitaria e socio sanitaria per i disturbi dello spettro autistico.
In merito alla prima questione, sono state le stesse rappresentanze sindacali (Cisl, Ugl, Usppi, Cisal, Fials e Cimop) a chiedere di poter illustrare alla Commissione le criticità e le carenze rilevate nel Pronto Soccorso e nei reparti e servizi sanitari, dopo ripetute sollecitazioni sia al Presidente Michele Emiliano che al Direttore del Dipartimento alla salute, Vito Montanaro. I sindacati hanno denunciato un progressivo abbassamento della qualità delle prestazioni, dovuto alla carenza di radiologi, biologi, infermieri, tecnici e ausiliari e che determina condizioni di lavoro non sostenibili per il poco personale in servizio. Va verificato quindi il rispetto dei criteri stabiliti per l’accreditamento, dal momento che risulta anche un utilizzo di personale diverso da quello previsto nel modello organizzativo.
Il direttore Montanaro ha risposto di aver avviato l’attività di controllo così come sollecitato dai sindacati già da luglio scorso e che è di qualche giorno fa la richiesta di ulteriori approfondimenti sulla relazione presentata dal direttore generale della Asl di Bari.

Per quanto riguarda invece il Regolamento regionale sulla Rete assistenziale sanitaria e socio sanitaria per i disturbi dello spettro autistico, le associazioni presenti hanno fornito alla Commissione elementi per formulare una proposta alla Giunta regionale di modifica di alcuni aspetti del provvedimento. L’attenzione è stata posta in particolare sull’ammontare delle tariffe per la riabilitazione, ritenuto poco congruo e di molto inferiore alla media nazionale, sulla necessità di una ridefinizione del fabbisogno in un’ottica di equa copertura territoriale, di strutturare e potenziare i CAT con equipe multidisciplinari e specializzate e di stabilire che gli enti, una volta ottenuta l’autorizzazione ad erogare i servizi, debbano entro sei mesi garantirne l’avvio per evitare il “falso raggiungimento” dei posti letto previsti.
Si chiede inoltre di dare la possibilità a realtà nate dall’associazionismo delle famiglie di poter ottenere l’accreditamento, sperimentando un percorso di transizione per l’adeguamento alle norme.

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