Palazzina via Archimede, DG Irccs Oncologico Bari: residenti invitati ad approfondimenti diagnostici

BARI, 1 agosto – “Abbiamo provveduto, in data odierna (ieri 31/8/19 ndr.), a richiedere al Sindaco di Bari, Antonio Decaro, l’elenco dei cittadini residenti in viale Archimede n. 16, affinchè possiamo procedere ad invitarli personalmente a sottoporsi ad opportuni approfondimenti diagnostici miranti ad individuare eventuali forme tumorali che non abbiano ancora indotto alcuna sintomatologia”. Lo dichiara Vito Antonio Delvino direttore generale dell’Irccs Giovanni Paolo II di Bari

“La vicenda – prosegue il Dg – è a tutti nota: è stato posto il sospetto che non meglio definiti contaminanti ambientali abbiano determinato nelle famiglie residenti in tale palazzina una incidenza di forme tumorali molto maggiore rispetto alla media della popolazione.

Sin da dicembre 2018, mediante indicazioni fornite a mezzo stampa, il presidente Michele Emiliano ha invitato i cittadini ivi residenti a recarsi presso l’IRCCS Oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari, hub di riferimento per la Rete Oncologica Pugliese, per richiedere senza oneri aggiuntivi, gli approfondimenti diagnostici più appropriati.

Purtroppo in questi mesi solo una persona si è rivolta alla Direzione aziendale ed ha usufruito di una serie di indagini che, per fortuna, ha escluso la presenza di una malattia oncologica; non avendo registrato altri accessi spontanei, d’intesa con il presidente Emiliano, ho deciso di avviare una procedura che permetta di far pervenire al domicilio delle famiglie esposte un invito a sottoporsi ad una serie di esami definiti da una equipe di Oncologi guidata dal dr. Geni Palmiotti.

Se gli accessi saranno sufficientemente numerosi – conclude Delvino – si darà vita ad una ricerca su base epidemiologica, di concerto con l’Aress, che permetterà di verificare se il sospetto così diffuso sia realmente basato su un fenomeno numericamente significativo. Tale ricerca sarà finanziata con parte dei fondi pervenuti all’IRCCS grazie alle donazioni derivanti dal “5 per mille” relativo all’anno 2017″.

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