Consiglio provinciale Bat approva odg su tutela olio extravergine d’oliva

Consiglio provinciale Bat approva odg su tutela olio extravergine d’oliva

Spina Consiglio Bat 28-11ANDRIA, 30 ottobre – Il Consiglio provinciale di Barletta – Andria – Trani ha approvato ieri mattina all’unanimità dei presenti l’ordine del giorno per la tutela dell’olio extravergine d’oliva.

Il provvedimento, proposto dai cinque Consiglieri provinciali del gruppo consiliare Conservatori e Riformisti (Antonia Spina, Raffaele Rutigliano, Benedetto Silvestri Vigilante, Sabino Miccoli e Luigi Antonucci) e condiviso da tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza, impegna il Presidente della Provincia ad assumere “ogni utile e necessaria iniziativa politico-istituzionale nei confronti dei livelli governativi, perché in sede europea sia compiutamente tutelato un prodotto d’eccellenza italiana, simbolo della Puglia e del nostro territorio, particolarmente incidente sull’economia degli agricoltori e non si dia corso alla proposta tesa a consentire l’accesso supplementare di 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino”.

«Il tema è troppo importante per i risvolti a carico dei nostri produttori agricoli – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Barletta – Andria – Trani Francesco Spina -. Anche su questo argomento tutto il Consiglio Provinciale ha confermato grande senso di responsabilità e condivisione. Olio e ulivo sono elementi basilari per il nostro territorio, sotto il profilo produttivo ma anche ambientale e socio-culturale. Qualità organolettiche e garanzia di corretti processi estrattivi sono caratteristiche riconosciute per il nostro olio. Per altri versi, l’ulivo è pianta tutelata e sottoposta a vincoli dall’ordinamento comunitario. Per tali ragioni – ha concluso il Presidente Spina – non possiamo accettare scelte europee che hanno effetti inflattivi sul mercato. Per non parlare dei problemi legati alla tracciabilità dei prodotti e, quindi, della vera origine e sicura composizione dell’olio extravergine commercializzato che, oltre a danneggiare un settore difficile come è quello agricolo, danneggia fortemente l’ignaro consumatore».

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