Per Grosso gli esperimenti non finiscono mai. E intanto tutti sanno come si ferma il Bari

di ALFREDO NOLASCO – La Spezia, 30 settembre –  Quattro sconfitte in sette gare non rappresentano un bel segnale. Di buono c’è che siamo ancora a settembre, che anche le dirette concorrenti alla promozione hanno tirato il freno, che per quasi tutta la gara odierna il Bari ha menato le danze, come una squadra di rango. Solo che un’autentica squadra di rango non può continuare a collezionare sconfitte causate da ingenuità, anche al cospetto di avversari teoricamente abbordabili come lo Spezia, per giunta ridotto in dieci.

L’ingenuità del giorno va in scena al minuto 83′: fallo inutile nella trequarti barese di Basha su Vignali, con il Bari in superiorità numerica, particolarmente in quella zona del campo. Dalla susseguente punizione scaturisce il gol partita degli avversari, proprio nel momento di loro maggiore difficoltà. Una scossa improvvisa che negli scampoli finali della gara ha però fatto intravedere quel Bari più aggressivo e pungente che i tifosi si aspettano, con il redivivo Galano a mangiarsi le dita per un’occasione sprecata litigando con la sfera davanti alla porta avversaria e Cissè (dovrebbe essere titolare inamovibile) a sbuffare e sgomitare invano. Troppo tardi per cercare la porta avversaria…

Si consuma così un’altra beffa, che conferma non solo il mal di trasferta dei biancorossi, ma anche qualcos’altro. Una sindrome che non consente l’auspicata continuità dopo le due vittorie interne consecutive. Questo perché anche Gallo, abile a fare di necessità virtù, sapeva che il Bari si mette in difficoltà “parcheggiando il pullman” davanti alla porta e ripartendo di tanto in tanto. E così è stato, anche oggi, in barba alla lezioncina già impartita da Inzaghi…

Per mister Grosso, verosimilmente ancora nella fase degli esperimenti, un’altra giornata da dimenticare: perché non confermare davanti Cissè, in forma smagliante, scommettendo invece sul tandem Floro – Brienza (entrambi al di sotto della sufficienza) dal primo minuto? Il Bari ha comandato il gioco per tutto il primo tempo, ma ha gigioneggiato troppo nella fase di possesso, senza peraltro un guizzo, un cambio di marcia utile ad incidere e nella ripresa si è illuso di fare il colpo dopo l’espulsione di Capelli. Pura teoria. Perché il calcio, che non è scienza esatta, si caratterizza anche di sorprese ed episodi. Come la prodezza balistica di Lopez (ma davvero il buon Micai non poteva fare di meglio?) che ha mandato inaspettatamente in paradiso i liguri, come i due rigori negati al Bari. Almeno uno era sacrosanto. E avrebbe forse consegnato agli archivi un risultato meno bugiardo.

 

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