Congruo il prezzo di cessione dei rami aziendali dell’ex Casa Divina Provvidenza: bocciato il ricorso di Montepaschi

TRANI, 12 aprile – Il Tribunale di Trani, con provvedimento del 2 aprile 2019, ha bocciato il ricorso del Monte dei Paschi di Siena, creditore della Congregazione Ancelle Divina Provvidenza in Amministrazione Straordinaria, con il quale l’istituto bancario chiedeva l’annullamento dell’atto di compravendita dei beni del complesso aziendale Don Uva stipulato dall’Ente con Universo Salute S.r.l.

L’istituto bancario, nel suo ricorso, sosteneva che il corrispettivo pagato da Universo Salute, 5 milioni di Euro, non fosse congruo e che essendo ella stessa creditrice di una somma assai superiore (15.309.097,88, oltre interessi) la vendita fosse lesiva dei suoi interessi e di quella di altri creditori.

Il Tribunale invece, con richiamo a pronunce della Cassazione e numerosa giurisprudenza, nel rigettare il ricorso, ha chiarito che il prezzo a cui l’azienda è stata ceduta non derivava da quanto stimato in sede peritale, bensì dall’effettivo valore di mercato che è risultato a seguito della gara d’acquisto. Si ricorda infine che alla gara vinta da Universo Salute hanno partecipato numerose aziende provenienti da tutta Italia e che la proposta d’acquisto richiesta dal Ministero non riguardava solo l’offerta economica ma anche la dimostrata capacità di risanare l’azienda e l’assorbimento di tutto il personale esistente all’epoca del contratto.

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