Bari, ormai è sindrome da trasferta: così non si va lontano

Capradossi (Foto: Fc Bari)

di ALFREDO NOLASCO – Bari, 24 ottobre – Una notte da incubo per i tifosi biancorossi. Ti aspetti di rivedere il Bari pirotecnico di tre sere prima ed invece ti ritrovi ancora al cospetto del dr Jekyll. Perché la squadra di Grosso conferma di avere due volti: quello vincente e rassicurante del San Nicola e quello deludente da trasferta. E’ una strana sindrome, difficile da comprendere, che perdura dalla scorsa stagione ed è inutile sottolinearlo: senza punti fuori casa non si va molto lontano.

Il primato ad un punto. E Brescia sembrava abbordabile. Sulla carta. L’approccio alla gara è stato da incubo: pressing alto dei ragazzi di Marino e Bari incapace, per un bel pezzo, di andare al di là della linea mediana. Roba da non credere. Da una parte cuore e grinta, dall’altra spocchia ed improvvisazione e verosimilmente motivazioni differenti. Per evitare guai, il buon Basha ci rimette una caviglia. Galano prova ad accendere la luce, ma è un’illusione: il vero Bari, al Rigamonti, non scenderà mai in campo. Le rondinelle giocano da sole e finché hanno benzina nelle gambe fanno il bello e il cattivo tempo, meritando ampiamente la vittoria grazie alle prodezze dell’inossidabile Caracciolo e di un certo Furlan (che raramente in biancorosso aveva sfoderato certe prestazioni), ma soprattutto grazie alla serata no di tanti biancorossi. Da Micai (imbambolato sull’imbarazzante deviazione di Capradossi) al lento e acciaccato Marrone; dagli errori di Cassani alle imprecazioni di Busellato. Persino Cissè e Improta sono apparsi irriconoscibili. Forse a Grosso, per una notte predicatore nel deserto, mancavano valide alternative..?

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