Bari, oltre 600 esuberi alla Bosch: sciopero lavoratori. Sindacati: adesione totale. Solidarietà da Loizzo

BARI, 28 novembre – Sciopero di 8 ore davanti ai cancelli dello stabilimento Bosch nella zona industriale di Bari, in corso da questa mattina. La manifestazione – secondo quanto evidenziato dai sindacati – è caratterizzata da una “adesione totale” dei lavoratori della fabbrica barese con la partecipazione solidale di lavoratori di altre aziende della zona industriale. Alla base dello sciopero, con Cgil, Cisl e Uil al fianco dei lavoratori, c’è l’annuncio fatto nei giorni scorsi dall’azienda di 620 esuberi entro il 2022. Il presidio è stato indetto in concomitanza con l’incontro convocato oggi a Roma, nella sede del Ministero per lo Sviluppo economico tra sindacati, azienda e Regione Puglia.

Tra gli attestati di “piena solidarietà ai lavoratori della Bosch in agitazione”, quello del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo: “Crollo del mercato dei motori a gasolio o meno – ha sottolineato Loizzo -non si possono trattare gli operai come fazzoletti usa e getta”, dichiara Loizzo, che sollecita anche ogni forma di ammortizzatore sociale possibile per superare la crisi.
La fabbrica Bosch di Bari è la più grande del Mezzogiorno, è uno stabilimento modello di una congiuntura negativa annunciata. Per il presidente del Consiglio regionale pugliese “anche Roma deve tenere ben presente che dinnanzi alla continua perdita di posti di lavoro, di competitività e di quote di mercato le decisioni dei governi diventano essenziali. Non si può abbandonare a se stessi e alle proprie gravissime difficoltà un settore e una parte del Paese: i mali del Sud sono i mali dell’Italia, il declino politico, sociale, culturale, industriale è di sistema, non è soltanto locale e non ci potrà essere ripresa possibile per il Sistema Italia senza una ripresa del Meridione, che è un valore per l’intera Europa”.

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