Il Bari c’è: ormai nulla è impossibile

Fabio Grosso (Foto: Fc Bari).

di ALFREDO NOLASCO – Novara, 18 novembre – 267 giorni senza vittorie esterne, da qual lontano colpaccio in abito da sera sul campo del Benevento: un’eternità, un incantesimo finalmente infranto da un gruppo sempre più maturo, che cresce sul piano tecnico, gioca la palla con crescente disinvoltura e s’impone soprattutto per la qualità, oltre che per la personalità.

Grosso cercava continuità. Può ritenersi soddisfatto. Forse, in altre trasferte, avrebbe meritato maggiormente la vittoria. Il fatto è che dal “Piola”, nonostante il terreno insidioso, con i tre punti giungono segnali incoraggianti sul piano della maturità, non solo per i riflessi sulla classifica (primato in condominio col Parma, aspettando il Palermo). Il Bari ha vinto, comunque con merito, perché al netto di qualche leggerezza da rivedere nella mediana, ha dimostrato di saper soffrire, di essere un gruppo coeso, all’occorrenza cinico, con interessanti sorprese sul piano del rendimento, in una rosa che definire già ampia sarebbe un eufemismo. Come si fa, per esempio, a non parlare della crescita di Djavan Anderson (gioca tre gare e il Bari fa 7 punti), tra l’altro autore del sigillo finale al blitz in terra piemontese? Come si fa a non sottolineare il temperamento e la determinazione di Jacopo Petriccione, non a caso anche lui in gol a Novara?

Fa simpatia, infine, il Bari che fa il Bari solo per una manciata di minuti, il tempo di trovare il gol; il Bari che ha il volto grintoso di Tonucci (ma non era stato relegato in panca..?), che ha la tempra e il “veleno” degli inserimenti di Tello, il Bari operaio che vince e manda la palla in tribuna, che corre istintivamente ad abbracciare i propri instancabili supporters al fischio finale: siamo in B, lo spettacolo è relativo, contano i tre punti. Soprattutto quando c’è da sfatare un tabù. Soprattutto quando c’è da issarsi nelle posizioni più consone della graduatoria.

E ora testa al derby, che non sarà una passeggiata e che sarebbe bello incorniciare col pubblico (di ambo le parti) delle grandi occasioni. Ma intanto il Bari c’è e ha imparato a correre: ormai nulla è impossibile.

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