A Molfetta “L’arte di essere umani”: il 10 ottobre primo incontro all’I.I.S.S. “Mons. Antonio Bello”

MOLFETTA – Giovedì 10 ottobre, dalle ore 16,30 alle ore 19.30, c/o l’I.I.S.S. “Mons. Antonio Bello” in Viale XXV Aprile a Molfetta (BA), si svolgerà il primo incontro del progetto biennale “L’arte di essere Umani – AREUMA – CPD – Program 2019 2021”, dedicato alla formazione di docenti di religione e non solo, organizzato dall’Ufficio di Pastorale Scolastica della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, con il sostegno del Consiglio regionale della Puglia, del Comune di Molfetta e del Comune di Ruvo di Puglia, in collaborazione con la SISUS – Società Italiana di Scienze Umane e Sociali, l’IISS “Mons. Antonio Bello” di Molfetta, il Centro CAV “Granello di Senape” di Ruvo di Puglia e il Centro CAF “Chiara Corbella Petrillo” di Ruvo di Puglia.
Il progetto si propone di coinvolgere la realtà scolastica attraverso la promozione di una nuova concezione dell’humanum che abbia l’effetto di favorire, mediante appositi strumenti educativi, la conoscenza di sé, l’autoconsapevolezza, la libertà nella ricerca della felicità e una rinnovata responsabilità dei cittadini.
Il progetto, articolato in due annualità complementari, coinvolgerà nel biennio 2019-2021 docenti provenienti dalle scuole delle Province di Bari e di Barletta-Andria-Trani di ogni ordine e grado e offrirà un pacchetto didattico di 21 ore di formazione (7 incontri) in ciascuna annualità; l’iscrizione può essere effettuata utilizzando la piattaforma S.O.F.I.A. (codice 36055).
I docenti di religione cattolica potranno iscriversi compilando il modulo scaricabile al link: http://www.diocesimolfetta.it/blog/2019/09/15/larte-umani-formazione-docenti-irc-non-solo/ ed inviandolo, entro lunedì 7 ottobre 2019, a pastoralescolastica@diocesimolfetta.it.
Nel primo incontro del 10 ottobre gli organizzatori presenteranno il progetto ed interverrà il Prof. Fabio Pompeo Mancini, docente di Pedagogia sociale presso la LUMSA di Taranto, con una relazione dal titolo: “Riflessioni antropologiche nel postmoderno”.

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